Aprire lo scrigno magico dei vibratori a uso femminile significa scoperchiare un mondo meraviglioso, fatto di turgori infiniti, orgasmi da urlo e relazioni deliziose senza ombra di nuvole.
Ma andiamo per gradi.

Si sta parlando di vibratori, ovvero di quegli strumenti, chiamati anche dildo, quasi sempre con sembianze falliche, di dimensioni molto varabili, che vanno dal minuscolo all’inverosimile, e costruiti con materiali classici come il metallo, vetro, silicone, ma anche con materiali tecnologici.

Al loro interno contengono un eccentrico collegato saldamente all’albero di un motorino elettrico di ridotte dimensioni, la cui rotazione determina una vibrazione che viene trasmessa all’intero oggetto fallico e attraverso le sue pareti esterne lungo l’intero canale vaginale (o rettale) che lo ospita.

L’inserimento del vibratore all’interno della figa va eseguito manualmente, possibilmente in profondità, oppure si può usufruire della sua funzionalità vibrante anche con applicazioni topiche, locali, ad esempio sul distretto clitorideo, perineale, capezzolare, lungo i profili labiali e perché no? anche anale.

Le ultime App in questo settore vedono un vibratore con saldo inserimento perenne in vagina, da portare sempre con sé nelle attività quotidiane, in studio, durante le riunioni di condominio o scolastiche, attivabile a distanza a comando dal partner, tramite smartphone con OS Android o iOS, a seconda delle sue volontà e gratificazioni personali.

Ogni dildo ha la propria donna, ogni donna ha il proprio dildo, come affermava quel famoso filosofo.
Le vagine affamate hanno sdoganato il vibratore e il suo uso, sia solitario che coniugale, grazie alla serie televisiva americana Sex and the city, dove le più disinibite protagoniste sbandieravano il loro largo utilizzo di questo vibrante sostituto penico, mostrandolo nella sua forma più tenera e rassicurante simile a un roseo coniglietto con stimolanti orecchie siliconiche. Di qui il soprannome di Rabbit.

Da quel momento in poi, il dildo non è stato più strumento ad uso quasi esclusivo di video porno, come ad esempio quelli di videopornoitalia.it, ma è entrato nel linguaggio comune e soprattutto nell’uso comune della donna giovane e dinamica, che sa fare a meno dell’uomo e dei suoi attributi sessuali dalla facile detumescenza, e sa preferire invece una sessualità più indipendente, talvolta anche sessantottina, ma che mostra chiaramente come, al di là delle considerazioni di ordine morale e relazionale, la sessualità continua rimanere il volano sociale che muove la materia vivente.

Scopare scopare e scopare a ogni costo, sembrano dire queste vagine affamate, dentate, fameliche e fagocitanti uomini, vibratori, dildi, video porno, case ed elettrodomestici. Un dildo non tradisce mai, non presenta paturnie concettuali, è sempre presente in borsetta e lascia ampi spazi di crescita e di sperimentazione sulle proprie regioni erogene.

Soltanto l’uomo che prova su di sé un vibratore, dentro di sé, può comprendere appieno questo sentimento del tutto femminile di completezza corporea e orgasmica. Esattamente come soltanto l’uomo che beve il proprio sperma può comprendere del tutto cosa significhi per una donna un pompino con ingoio.

Sottovalutare questi passaggi erotici equivale perdere parte delle opportunità che la sessualità, indifferente per natura, lascia cadere sulla nostra strada.